Secondo voci non confermate che si sono diffuse tra dipendenti, è forte il timore di chiusura per lo stabilimento di OM Carrelli Elevatori di Modugno (BA). L’azienda che in passato ha fatto parte del gruppo FIAT ed attualmente fa parte del gruppo KION, produce nello stabilimento di Modugno, carrelli elevatori controbilanciati. Nello stabilimento di Modugno lavorano circa 310 dipendenti tra operai ed impiegati.
Aggiornamento del 10 luglio 2011
Come già riportato dai commenti al post precedente e facendo seguito ad una comunicazione che mi è pervenuta da parte di un lettore, il gruppo Kion, con un comunicato, ha annunciato la chiusura dello stabilimento di Bari. La Regione Puglia ha convocato per venerdì 15 luglio un incontro al quale sono stati invitati il Comune di Bari, la Provincia, i vertici della OM Carrelli Elevatori SpA e le rappresentanze sindacali. I lavoratori dell’azienda insieme a familiari ed ex-dipendenti stanno presidiando l’ingresso dell’azienda giorno e notte dal 06 luglio scorso e nella giornata odierna hanno ricevuto la visita di S.E. Mons. Francesco Cacucci, Arcivescovo della Diocesi Bari-Bitonto. La situazione è resa più difficile dalle alte temperature e dall’umidità che in questi giorni sono registrate a Bari e provincia.




brigitta
lunedì,4 luglio, 2011
Ormai non sembrano più essere solo voci non confermate, ma purtroppo la dura realtà. Questi signori della Still poco più di un anno fa, sono andati in pompa magna a Bari ad annunciare il matrimonio con l’OM. Risultato > prima , hanno azzerato l’ OM all’estero, ed ora si porteranno via la tecnologia che loro non avevano, quella del carrello termico a convertitore di coppia. Che fare? Certo che fino ad ora, ne il management, ne chi doveva curare gli interessi dei lavoratori (Sindacati) può dire di aver operato per la difesa dei posti di lavoro!!
Om-Bari
martedì,5 luglio, 2011
È ufficiale! Lo stabilimento di Bari chiude! Produzione spostata ad Amburgo. Kion, Still e Linde, leggi i bastardi tedeschi, hanno raggiunto il loro obiettivo!!!! 300 dipendenti a casa, da subito! Chiusura completa entro marzo 2012!!!! La loro strategia ha funzionato…
pippo
giovedì,7 luglio, 2011
Questa è la cruda realtà, ormai la ruota gira per tutti. Il lato positivo della crisi è che coinvolge tutti raccomandati e non. Parlate di posti di lavoro che andranno persi, perchè non riflettete su quanti posti di lavoro in passato avete dato a chi volevate voi, facendo della meritocrazia un optional?
vALERIA
martedì,12 luglio, 2011
che la ruota gira per tutti questo lo si sà,ma da quà a dire che è un bene che l’azienda chiuda nn mi và giù…caro Pippo nn è detto che solo perchè a te si sono chiuse delle porte queste porte devono essere chiuse a tantissime famiglie,devi sapere che c’è gente che meno di un mese fà ha stipulato dei mutui,nn ancora pagati,e c’e chi ,come me,aspetta a breve la nascita di un filgio…wuindi nn serve fare considerazioni inopportune e forse visto come stanno andando le cose “forse” a te và molto meglio oggi,e cmq nn si fà di tutta un’erba un fascio,perchè c’è chi,come mio marito,quel posto l’ha sudato!!!!!che poi il nostro sistema è fatto di raccomandazioni nn c’è alcun dubbio,dobbiamo convincerne giorno x giorno, e se le raccomandazioni arrivano anche x te,nn credo fai tante storie………………………..io sono vicina ai lavoratori dell’om e a tutte le loro famigli:RAGAZZI COMBATTETE XCHè NESSUNO DEVE TOGLIERVI IL DIRITTO AL LAVORO!!!!!
pippo
venerdì,15 luglio, 2011
PREMETTO: Non è un bene quando un’azienda, qualunque essa sia, chiuda. Il problema è la nostra cultura lavorativa! non possiamo competere con stati emergenti come Cina, India, Brasile pensando di ottenere un posto di lavoro senza avere meriti e capacità (per alcuni parlo, così non tutti si sentono tirati in causa), in quanto prima o poi la concorrenza non contrastata ci fa chiudere. A proposito di mutui o di mettere su famiglia, quante persone in questi ultimi anni hanno dovuto rinunciare a tutto per mancanza di lavoro? E quanta gente che già tranquillamente aveva un posto sicuro si è mai preoccupata di come andasse agli altri?
Che il nostro sistema è basato sul clientelismo ormai fa parte del nostro DNA, il concetto da tenere a mente è che ormai data la situazione europea difficilmente ne verremmo fuori convincendoci del fatto che le raccomandazioni ci sono o ci saranno, forse non abbiamo capito che o ci diamo una regolata e usciamo da queste prassi ormai consolidate oppure staremo tutti a casa raccomandati e non a vedere come gli stati emergenti mettono su aziende competitive (aziende=persone). Cmq in bocca al lupo a tutti: lavoratori della OM e non.
ettore
lunedì,4 luglio, 2011
che i tedeschi fossero dei basxxxxx, questo si sapeva, ma non fino a questo punto. Ora fuori gli attribbuti. Dobbiamo mettere in campo tutte le nostre forze per ribaltare il loro sporco progetto. Guai a chi tocca il nostro posto di lavoro! I prossimi tedeschi che mettono piede in azienda avranno una ……….. calda accoglienza.
patatino
lunedì,4 luglio, 2011
se non ora, quando!!!! Svegliamociiiiiiii !!!!!
donato
martedì,5 luglio, 2011
ricordate l’indotto !!! sono più di 400 le famiglie interessate. Noi tutti saremo a voi vicini nella lotta, magazzino, manutenzione, pulizie…tutti contro la chiusura!!!!
anna
martedì,5 luglio, 2011
Una delle realtà più produttive del Sud, tante teste pensanti tra ingegneri e operai, famiglie che temono un futuro assai incerto……
Ora è il momento di reagire e di fare ciascuno la propria parte, sindacati e Regione Puglia in prima linea, beninteso!!
Om-Bari
martedì,5 luglio, 2011
É impressionante… Questo è al momento l’unico posto dove si parla della chiusura di Bari… Nn ci sono articoli da nessuna parte!!! In Germania la notizia viene già riportata e sono sicuro anche i. Francia dove a montataire si sono già mobilitati a livello nazionale
http://www.ad-hoc-news.de/thomson-reuters-one-kion-group-plant-weitere-konsolidierung–/de/News/22264393
Cipollino76(amministratore)
martedì,5 luglio, 2011
Gentili lettori, sono ben lieto di ospitare i Vostri commenti; capisco il momento difficile che tanti lavoratori e famiglie vivranno ma Vi chiedo di non utilizzare toni offensivi verso le persone. Eventuali commenti atti ad offendere veranno rimossi.Grazie
fra
martedì,5 luglio, 2011
ragazzi per cortesia , qualcuno che pubblichi una notizia piu esaudiente e completa in modo da indirizzarla sul blog di vendola…..
Pipera
martedì,5 luglio, 2011
Allora non avete capito!!!! Lo stabilimemto OM di Modugno Bari verrà chiuso entro marzo 2012………………..più esauriente di così?????????????????????????? e noi dipendenti che fine faremo?
fra
martedì,5 luglio, 2011
giusto allora nn serve nessun pikkettaggio, nessun azione d qualsiasi genere.. a ke serve andar a far la notte fuori dai cancelli.. a lasciar anke la salute oltre ke al posto di lavoro… mi sa ke qui nn tutti la pensiamo allo stesso modo….
tonill
martedì,5 luglio, 2011
ma possibile che non possiamo fare nulla; a settembre – a mio parere – arriveranno le prime lettere di licenziamento e tante famiglie cosa faranno??? Organizziamoci tutti insieme, l’intero indotto!! Non stiamo a guardare!
ettore
martedì,5 luglio, 2011
in questo momento anche il presidio fuori dall’azienda è importante. In germania sono stati già messi al corrente. Ma ancora più importante è riuscire a coordinare con i colleghi francesi, un azione di protesta congiunta. Dobbiamo avere la capacità di far emergere la nostra vertenza senza farci del male con scioperi inopportuni che provocherebbero solo il nostro sfinimento.
ettore
martedì,5 luglio, 2011
siamo davvero esterefatti del comportamento tenuto dall’azienda in questa vertenza. Vorrei ricordare che le prime linee dello stabilimento di Bari sono state fatte fuori. E noi in questo momento non abbiamo nessun interlocutore. Immagino anche che in qualche modo avesero previsto la nostra reazione.
patatino
martedì,5 luglio, 2011
Prima di tutto vennero a prendere gli zingari
e fui contento, perché rubacchiavano.
Poi vennero a prendere gli ebrei
e stetti zitto, perché mi stavano antipatici.
Poi vennero a prendere gli omosessuali,
e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi.
Poi vennero a prendere i comunisti,
ed io non dissi niente, perché non ero comunista.
Un giorno vennero a prendere me,
e non c’era rimasto nessuno a protestare.
Bertold Brecht
Se non ora quando!!!!!
patatino
martedì,5 luglio, 2011
Bisogna organizzaare dei pulman diretti in germania e protestare a casa loro. Se non ora quando?
pipera
mercoledì,6 luglio, 2011
Bisogna far sentire la nostra voce ……una protesta seria ed organizzata in modo tale da attirare l’attenzione delle autorità e la mobilitazione delle istituzioni……..devono pur fare qualcosa!!!!! non ci sono parole…………………………….
Julien
venerdì,8 luglio, 2011
Vi segnalo anche questo articolo dove si parla della faccenda entrando nei dettagli specifici. C’e’ stata la denuncia del dirigente di stabilimento che sembra aver non rinnovato il contratto (in tempi non sospetti):
http://barilive.it/news/Attualit%C3%A0/20508/focus.aspx#main=articolo
Gigi
lunedì,11 luglio, 2011
Ciao a tutti, sono Gigi amministratore del blog degli operai della Bosch “Holeandri Modugno”… volevo comunicare a tutti i lavoratori della OM Carrelli Elevatori, ai lavoratori dell’indotto ed ai loro familiari la mia solidarietà.
Volevo anche fornire, per quanto possibile, la mia disponibilità a darvi tutta la visibilità sul mio blog… creando eventualmente una pagina dedicata al seguente link:
http://holeandrimodugno.wordpress.com
Gigi
lunedì,11 luglio, 2011
Esiste per caso un altro blog dedicato all’OM carrelli elevatori oltre questo??
vorrei cercare di unire le forze con le altre aziende… Getrag, Bosch ecc
Beppe
martedì,12 luglio, 2011
http://dipendentiom.altervista.org/blog/
Junker
lunedì,11 luglio, 2011
lottate lottate lottate avrete l’appoggio di tutti noi operai della bosch
umornero
martedì,12 luglio, 2011
Ai lavoratori della Getrag e della Bosch che stanno mostrando tutta la loro solidarietà, grazie di cuore.
Gigi
mercoledì,13 luglio, 2011
Aiutarvi in qualsiasi modo è il minimo… cliccate sotto…
http://holeandrimodugno.wordpress.com/2011/07/13/lettera-aperta-dalla-moglie-di-un-dipendente/
Gigi
mercoledì,13 luglio, 2011
questa è la pagina dedicata all’OM
http://holeandrimodugno.wordpress.com/om/
Lorca
giovedì,14 luglio, 2011
Un articolo pubblicato sul sito http://www.operaicontro.it
mer, 13 lug @ 22:55
OM BARI: PARLA LA PARTE PEGGIORE DELLA SOCIETÀ
Pubblicato in:: Numero985-11
All’OM Carrelli elevatori di Modugno (Ba) 320 dipendenti, in larga parte operai,
rischiano il licenziamento. Finora sindacalisti, politici, personaggi delle
istituzioni e della chiesa hanno espresso parole di solidarietà, “concretizzatesi”
nella riunione di una task force per l’occupazione il 15 luglio p.v. a Bari. Una
sorta di tavolo istituzionale, quello reclamato a viva voce da sindacalisti,
politici, personaggi delle istituzioni e della chiesa.
Negli ultimi anni e mesi decine di tavoli istituzionali hanno traghettato centinaia e
migliaia di operai verso la cassa integrazione, la mobilità, il licenziamento. Sono
stati il paravento dietro il quale sindacalisti, politici, personaggi delle
istituzioni e della chiesa hanno nascosto la complicità con i padroni interessati a
chiudere le loro fabbriche. In Puglia sono educativi gli esempi dell’Adelchi di
Tricase (Le) e della Franzoni di Trani. Adesso vogliono ingabbiare anche gli operai
dell’OM di Bari in questa trappola per togliere a essi ogni capacità di azione,
sfiancarli in attesa di qualche concessione e condurli alla rovina.
Gli operai, i dipendenti dell’OM possono cercare di salvarsi dal licenziamento solo
se non abbandoneranno la fabbrica, se non la lasceranno nelle mani dei loro padroni,
se impediranno che questi portino via merci e macchinari. Chiunque indichi un altro
percorso sarà responsabile del loro licenziamento, della loro rovina, della
concretizzazione di una tragedia per 320 e più famiglie, come dice la moglie di uno
dei dipendenti nella lettera sotto riportata.
“Sono la moglie di uno dei 320 dipendenti dell’OM Carrelli elevatori di Modugno
(Ba).
Sono quella che i nostri politici chiamerebbero la parte peggiore dell’Italia: sono
una lavoratrice precaria 33enne con un contratto in scadenza a ottobre 2012 che aveva
almeno la certezza del posto di lavoro a tempo indeterminato del marito; nonostante
tutto mi sentivo una privilegiata fino al 5 luglio quando l’annuncio è giunto,
perentorio e cinico: per motivi strategici, Kion Group, leader mondiale del material
handling controllato da Goldman Sachs e KKR, decide di spostare la produzione da Bari
ad Amburgo e da Montataire, altro stabilimento del gruppo in Francia, a Luzzara (Re),
entro marzo 2012.
OM Carrelli elevatori chiuderà definitivamente i cancelli dello stabilimento di Bari,
questo significa che 320 dipendenti più l’intero indotto rischiano di perdere il
posto di lavoro.
La notizia getta nello sconforto me e tante famiglie che nonostante oltre 32 mesi di
cassa integrazione adesso vedono avvicinarsi anche lo spettro della disoccupazione.
Di solito gli stabilimenti chiudono in Italia per vederli aprire in Paesi cosiddetti
low-cost, ma non ad Amburgo, in Germania, dove i lavoratori hanno già protestato
contro questa scelta in quanto già saturi di commesse e solidali alla causa dei
lavoratori dell’OM.
Chiedo di dare visibilità a questa tragedia sociale perché solo così può essere
chiamata, infatti il rischio di perdere 320 posti di lavoro più altri 150
dell’indotto in un’area, pesantemente colpita dalla crisi economica, non può rimanere
un problema sociale locale della Puglia: QUESTO È UN PROBLEMA NAZIONALE!!!!!!
Deve assumere la stessa importanza di altri problemi sociali (ad esempio quello della
Fiat) che hanno trovato spazio sui media, sui Tg nazionali, nelle trasmissioni
televisive e che spesso hanno trovato una soluzione anche grazie a questo.
OM Carrelli elevatori, presente in Puglia da più di 40 anni, deve rimanere in vita,
infatti i lavoratori e le famiglie si opporranno con tutte le forze, affinché non si
calpestino i diritti dei lavoratori e delle loro famiglie che hanno diritto a un
futuro migliore o almeno a un futuro…n lasciateci soli…
Saremo anche dei bamboccioni costretti a chiedere sempre aiuto ai nostri genitori, ma
vorrei veder vivere i nostri politici con questa spada di Damocle del precariato e
dell’incertezza continua…, se riuscirebbero ad andare avanti…, ma io ci credo e
sono convinta che dopo la tempesta uscirà il sole”.
SALUTI OPERAI DALLA PUGLIA
Gigi
sabato,16 luglio, 2011
Mi sa che forse l’OM voleva proprio questo… nuovi finanziamenti
http://www.barisera.net/site/chiusura-dell%E2%80%99om-regione-disposta-a-stanziare-fondi-31637.html
ciao da Gigi… http://holeandrimodugno.wordpress.com/
Lorca
lunedì,18 luglio, 2011
Un articolo pubblicato sul sito http://www.operaicontro.it
Operai Contro – domenica 17 luglio
OPERAI OM, NESSUNA ILLUSIONE!
Gruppo Kion: non c’è spazio per trattative. Continua il presidio
Per il Gruppo Kion la OM Carrelli Elevatori di Modugno (Ba) chiuderà. Non c’è spazio
per trattative. L’ha ribadito l’amministratore delegato di OM Italia, Ettore Zoboli,
durante l’incontro voluto da Regione Puglia, Provincia e Comuni di Bari e Modugno (al
quale sono intervenuti rappresentanti delle istituzioni locali, i sindacati, le parti
padronali, la task force sull’occupazione, gli assessori regionali allo Sviluppo
economico Loredana Capone e al Welfare Elena Gentile), per valutare possibilità
alternative alla chiusura. Chiunque aveva seminato illusioni o si era illuso che
questo primo tavolo istituzionale avrebbe partorito un effetto positivo è stato
servito. Per i padroni l’Om chiuderà, entro marzo 2012.
Il Gruppo Kion ha già definito l’obiettivo finale e il percorso da seguire. Sostiene
che, malgrado gli investimenti, l’OM è stata sottoutilizzata: la produzione non ha
mai superato il livello di 8.340 carrelli all’anno, a fronte di una capacità
potenziale di 15.700 carrelli, generando nel triennio 2008-2010 perdite per circa 23
milioni di euro e rendendo lo stabilimento non competitivo.
Il ragionamento dei padroni è semplice: se gli conviene produrre, impongono agli
operai il regime militare dello sfruttamento e li pagano quattro soldi, una minima
parte del lavoro complessivo da essi prodotto; quando invece la crisi morde e riduce
i profitti e ai padroni non conviene più produrre, sbaraccano tutto e, incuranti,
buttano gli operai in mezzo alla strada, ad arrangiarsi e a chiedere l’elemosina.
Ebbene, se i rapporti fra padroni e operai stanno in questi termini che cosa può
importare agli operai dell’OM della crisi dei padroni? Hanno lavorato su tre turni,
si sono sacrificati, si sono infortunati, sono stati sfruttati, hanno dato tutto. Che
altro devono fare, accettare in silenzio di diventare da schiavi salariati ieri e
oggi a morti di fame domani? Se i carrelli OM e Still non si vendono, perché i
carrelli prodotti in Brasile, in India, in Cina e altrove sono più competitivi sul
mercato internazionale, non ne hanno alcuna responsabilità. La crisi è del sistema
economico dei padroni, del capitalismo. Se la risolvessero loro, gli operai
rivendicano il loro diritto al lavoro e alla dignità. Più gli operai sono forti,
decisi e determinati nel reclamare tali diritti, più hanno possibilità di vincere. Se
invece scendono sul terreno delle compatibilità, dei problemi aziendali, allora sono
sconfitti in partenza.
Gli operai dell’OM per impedire la chiusura della fabbrica e la perdita secca di 320
posti di lavoro, più almeno altri 200 nell’indotto, per adesso presidiano la
fabbrica, decisi a bloccare l’uscita di merci (i carrelli) e di macchinari. E fanno
bene. Ma intanto intorno a essi è cominciato il carosello degli imbonitori, dei
pompieri di professione.
L’azienda si è dichiarata disponibile a verificare con istituzioni e sindacati
percorsi e soluzioni per limitare al massimo l’impatto sul territorio. Parole di pura
cortesia! Degli operai non gliene importa niente, e demanda alle istituzioni e ai
sindacati la gestione pacifica del malcontento. L’assessore Capone ha assicurato,
parlando agli operai, che “la Regione è pronta a fare la propria parte se la
discussione si farà nel merito dei problemi che colpiscono lo stabilimento barese. Se
si affronterà una discussione sui problemi di produzione, potranno essere studiati
rimedi. Ma finora la proprietà non ha fatto una discussione di merito, ovvero
fornendo motivazioni alla chiusura della fabbrica barese. Sul merito i nostri tecnici
potranno fornire assistenza e la Regione fare la propria parte per evitare la
chiusura. Ma se non si capiranno quali siano i veri problemi sul tavolo, la Regione
sarà al fianco dei lavoratori per ogni iniziativa che sarà decisa”. E l’assessore
Gentile ha spiegato che “in vista dell’incontro del 28 luglio al ministero del
Lavoro, saranno aperti dei tavoli di lavoro con sindacati e azienda, in modo da
arrivare a una proposta condivisa”.
Tavoli di lavoro? Proposte condivise? Sono le stesse espressioni fumose che hanno
portato allo sfiancamento e alla sconfitta migliaia di operai in Italia e alla
chiusura di decine di fabbriche. Gli operai dell’Adelchi di Tricase (Le), della
Franzoni Filati di Trani (Bt), della Lasme di Melfi (Pz), della Goodyear di Cisterna
di Latina, della Candy Bessel di Santa Maria Hoè (Lc), e così via, portano e
porteranno sempre, come un marchio indelebile da ricordare a vita, i segni della
tenaglia mortale che padroni da un lato e sindacati compiacenti, istituzioni servili
e politici falsi dall’altro lato hanno stretto sulla loro pelle e sulla loro vita.
Che cosa devono condividere gli operai con i padroni che vogliono buttarli sul
lastrico, qualche palliativo per rendere meno dura la caduta? Gli operai hanno
bisogno di lavoro, di dignità, di rispetto: non hanno bisogno di tavoli di lavoro e
di proposte condivise, non hanno niente da condividere con i padroni.
Perciò è importante che gli operai OM siano decisi, uniti e capaci di imporre con
fermezza le proprie condizioni. Se trattativa ci deve essere, devono dettare essi le
condizioni, in primo luogo il ritorno al lavoro per tutti, nessuno escluso.
Esattamente come hanno insegnato due anni fa gli eroici operai dell’Innse di Milano.
E hanno vinto.
SALUTI OPERAI DALLA PUGLIA
democrazia
sabato,3 settembre, 2011
Sono un operaio dell’azienda TECNOLOGIE DIESEL E SISTEMI FRENANTI (BOSCH) di Bari.
Esprimo, con tanto rammarico, la delusione nel non vedere la vera solidarietà. Qualcuno esprime solidarietà inviando messaggi scritti o verbali senza rendersi conto che quel tipo di solidarietà non porta nulla di buono.
Che nè dite se tutti i sindacalisti della zona industriale di Bari facessero un corteo girando per tutta la z.i, con gli operai dell’OM, passando da un fabbrica all’altra e chiedere, agli altri operai che stanno lavorando, di dimostrare la solidarietà?
Massimiliano
sabato,7 gennaio, 2012
Sono un rappresentante di prodotti concorrenti dell’OM ed opero nel centro Italia, oltre ad esprimere la mia solidarità a tutti i dipendenti dello stabilimento di Modugno, voglio manifestare il rammarico dovuto alla chiara intenzione di KION di far definitivamente sparire il marcho OM, una marchio storico che da sempre è stato sinonimo di Carrello elevatore in Italia e in Europa.
Sembra che la chiamino globalizzazione… a me qualcuno deve spiegare dove sono i vantaggi per l’indistria Italiana che continua a chiudere stabilimenti per trasferire la produzione, (ed il Know How), oltre i ns. confini, (VEDIA ANCHE Fiat…)
IN BOCCA AL LUPO RAGAZZI
carrelli elevatori
giovedì,2 febbraio, 2012
We must create our comments observed … … serious and structured a demonstrate in such a way as to entice the interest of government bodies and the mobilization of organizations … … .. have to do something….