Il libero mercato, la concorrenza, la mano invisibile, lo Stato che interviene nella gestione dell’ economia oppure che fissa solo le regole prima che i giochi abbiano inizio: ricordi dei tempi dell’ Università, discussioni con il professore al termine della lezione, consigli su testi da leggere….e adesso realtà.
In un momento contrassegnato da crisi per i mercati finanziari di tutto il mondo e per l’economia reale (imprese e famiglie),il ruolo dello Stato sembra essere diventato di primaria importanza per la salvaguardia della vita economica e finanziaria di un paese. Basta guardare gli Stati Uniti, dove anche quello che è chiamato statale viene finanziato dai privati e dove la libera iniziativa e l’industria privata hanno contribuito a rendere il paese una superpotenza economica. Adesso anche Berlusconi, uomo di impresa, inizia ad invocare gli aiuti statali. Ma nel nostro paese,aiuti statali vuol dire disastri. Vogliamo parlare dei contributi pubblici che ha ricevuto il Meridione e di come sono stati utilizzati? Dei sovvenzionamenti inutili che ricevono tante inutili associazioni e fondazioni? La mano dello Stato nella gestione dell’economia del paese mi fa a dir poco paura. Lo Stato che interviene per aiutare le imprese? Se vuole aiutarle cosi’ come ha fatto per Alitalia….stiamo messi proprio bene! E allora lavoreremo solo per ripianare il debito pubblico. E che fine faranno la libera concorrenza e la sana competizione tra imprese che dovrebbe premiare chi è più bravo e chi ha lavorato meglio?

