Sagre e gemellaggi sono iniziative alquanto diffuse nei comuni; soprattutto nei comuni più piccoli, queste manifestazioni sono finanziate in parte o in gran parte dalle amministrazioni comunali che in nome di una bella abbuffata di popolo o seguendo l’antico slogan del ” panem et circensem” non badano a spese per iniziative che molto difficilmente hanno un ritorno dal punto di vista turistico e commerciale. Adesso ci si mette anche la Comunità Europea che dopo le direttive sui peperoni e pomodori, non nega un bel finanziamento ai gemellaggi tra comuni. E questi gemellaggi finiscono molto spesso in discorsi, scambi di targhe, una bella mangiata e un baci e abbracci conclusivo tra pochi intimi; insomma di vantaggi per le popolazioni, di scambi culturali e di possibilità di apprendimento di lingue straniere nemmeno l’ombra. Si parla di ridurre le spese delle pubbliche amministrazioni e di federalismo fiscale ma queste manifestazioni mi sembrano siano tante, troppe direi. Si fa presto a dire che è tutto gratis quando queste manifestazioni di piazza rappresentano un pessimo modo di spendere i soldi che vengono prelevati ai cittadini e che dovrebbero utilizzati per benefici di lunga durata piuttosto che per quelli di una serata.
Tutti in piazza grazie ai comuni spendaccioni
Domenica,6 Luglio, 2008 · 1 Commento
Categorie: Società
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