Ha avuto risonanza sulle pagine dei quotidiani Italiani, l’assegnazione del premio Nobel per la medicina a Mario Capecchi,definito italo-americano viste le sue origini veronesi.
Condivido pienamente quanto afferma Ernesto Galli Dalla Loggia sul Corriere della Sera di oggi. Mario Capecchi, di Italiano, ha ben poco visto che è stato costretto a lasciare l’Italia in tenera età a causa della guerra e del regime fascista. Ha vissuto e soprattutto ha studiato negli Stati Uniti,paese in cui l’Università funziona grazie ai contributi dei privati e non è un gran carrozzone di sprechi di Stato, di baroni e di concorsi più o meno pilotati come quella italiana.
Sono tanti i giovani italiani che studiano e si affermano nelle Università statunitensi e che vengono puntualmente maltrattati nell’Università italiana.
L’ennesima farsa? La notte bianca dei ricercatori: denaro pubblico sperperato e basta, altro che finanziamenti per la ricerca! Insomma una notte da incubo…con il massimo rispetto nei confronti dei ricercatori che spesso fanno le ore piccole e non ricevono il becco di un quattrino per il loro impegno e la loro dedizione.


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