Sarà il conservatore Sarkozy il successore di Jacques Chirac: il responso delle urne ha confermato quanto annunciato dai sondaggi. Sconfitta Segolene Royal che dà immediatamente prova di grande correttezza e grande sportività augurando buon lavoro al suo avversario; non è da meno il neopresidente che ringrazia e fa i complimenti all’avversario; insomma i canti e i salti da curva non si sono visti,a differenza dell’ Italia, e quello che ha veramente vinto è stato il rispetto tra due persone che la pensano in maniera diversa. Dal punto di vista politico, si preannunciano novità per quanto riguarda la posizione francese nei confronti degli Stati Uniti: Chirac aveva dimostrato dissenso verso l’operato degli USA in politica estera, Sarkozy si è reso subito disponibile alla collaborazione con la presidenza USA. Ma adesso occorre aspettare le elezioni legislative per avere un quadro politico completo della Francia; la Royal ha perso, sarà interessante vedere il ruolo del candidato centrista Bayrou nelle elezioni legislative; si potrebbe anche avere un primo ministro di colore politico diverso da quello del Presidente della Repubblica.
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Il dibattito è iniziato alle 21.00 e mentre scrivo (sono le 23.28) continuano a scorrere in tv le immagini in diretta del confronto che ha per protagonisti i candidati alla presidenza francese. Dibattito decisamente più vivace rispetto ai duelli tra Prodi e Berlusconi dello scorso anno in Italia; i due giornalisti moderatori fanno veramente da sfondo ai due candidati che continuano ad alternare momenti di dialogo a momenti di serrata botta e risposta. Il rischio però è che un dibattito così lungo rischia di annoiare i telespettatori e può diventare controproducente per i candidati che rischiano di uscire fisicamente e psicologicamente provati da questa maratona oratoria!
Milan in finale di Champions League: dopo il Mondiale vinto,dopo calciopoli e dopo la mancata assegnazione dell’organizzazione degli Europei 2012, l’Italia del calcio torna ad essere protagonista e questa volta è protagonista non nei Tribunali o nelle stanze dell’UEFA ma sul terreno di gioco!
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